| I pc si buttano nelle eco-piazzole |
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Dal prossimo anno i rifiuti tecnologici dovranno essere depositati in apposite piazzole e al loro smaltimento non provvederanno più i Comuni ma direttamente i produttori.
Se avete un pc da buttare o un altro componente tecnologico la raccomandazione importante è di non buttarlo nella spazzatura. I rifiuti tecnologici com'è noto contengono metalli inquinanti. Il Ministero dell'Ambiente ha definito le nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti tecnologici, i cosiddetti Raee. La novità principale riguarda il fatto che la gestione di tali rifiuti passa dai Comuni ai produttori degli apparecchi. Tuttavia i Comuni proseguiranno la gestione di questi rifiuti fino al 31 dicembre, si tratta di un periodo transitorio per permettere il passaggio di consegne in cui spetterà ai produttori versare un contributo forfettario per sostenere parte delle spese di gestione. Dal nuovo anno saranno unicamente i produttori a gestire lo smaltimento. I consumatori come e dove potranno smaltire i rifiuti? è bene distinguere due casi: nell'ipotesi in cui verrà acquistato un nuovo apparecchio il negoziante sarà tenuto al ritiro di quello vecchio e dovrà quindi occuparsi personalmente del suo smontaggio in luoghi predisposti. Nel caso in cui si desideri buttare un apparecchio senza comprarne uno nuovo sono state previste delle eco-piazzole dove questi apparecchi potranno essere depositati. Per il Ministro Pecoraro Scanio l'obiettivo è quello di raggiungere sin dal primo anno di attività i quantitativi fissati dalla Ue. A detta del Ministro stesso l'adozione di queste misure si è resa necessaria per salvaguardare le esigenze dei consumatori e soprattutto per una maggiore tutela ambientale. L'altra grande novità è costituita dal sistema multi-consortile che si verrà a creare a partire dal prossimo anno, le case produttrici infatti saranno organizzate in consorzi e sistemi collettivi che si faranno carico dello smaltimento dei rifiuti tecnologici. Si tratta di un approccio voluto dalla stessa Unione Europea il quale dovrebbe dar vita a più soggetti in concorrenza tra loro. Si tratta di una concorrenza sotto il profilo qualitativo per quanto concerne livelli di raccolta, recupero e reimpiego dei materiali. Nel 2006 in Italia sono state recuperate 67.000 tonnellate di rifiuti tecnologici, con una media di 1,15 kg per abitante. L'obiettivo che le nuove norme mirano a raggiungere entro il 31 dicembre 2008 è di 4 kg pro-capite (circa 240mila tonnellate) che dovranno essere recuperate (con una percentuale che varia dal 70% all'80% in base alle categorie di rifiuto) e poi riciclate (con percentuali che variano dal 50% all'80%). |
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