Fabbrica della Bioenergia
Sta muovendo i suoi primi passi la “Fabbrica della Bioenergia”, progetto per un Polo Industriale e di Ricerca pensato per dare al territorio cremonese un Distretto Agroenergetico tecnologicamente e strutturalmente avanzato. Al progetto la sede di Cremona del Politecnico di Milano partecipa unitamente alla Camera di Commercio, la Provincia e il Comune di Cremona, Reindustria e le municipalizzate Aem, Scs e Scrp. Fisicamente la Fabbrica dovrebbe trovare spazio in quello che sarà il futuro Polo Tecnologico nell’area dell’ex macello.
Oltre a quello della Fondazione Cariplo, da cui si attende un contributo economico, la Fabbrica della bioenergia ha incontrato l’interesse di diverse aziende, disponibili a collaborare e a sovvenzionare il progetto. La Fabbrica ha, tra gli altri, l’obiettivo di diventare un punto di riferimento regionale tanto per gli aspetti industriali che per quelli agronomicici, che per le questioni normative. Il professor Gianni Ferretti, ordinario presso il Politecnico e presidente del Centro per lo Sviluppo del Polo di Cremona, ha così illustrato il progetto: «lo scopo della “Fabbrica” è quello di favorire la diversificazione dell’attività agricola, realizzare un luogo di verifica e confronto di tecnologie e di sperimentazione impiantistica e industriale, favorire e rafforzare il dialogo nel tessuto produttivo, promuovere e sostenere la ricerca, l’innovazione tecnologica e l’alta formazione. L’attività della “Fabbrica” si svolgerà su quattro linee: Dimostrazione, Ricerca, Servizi e Osservatorio».
Il professor Gabriele Insabato, del gruppo Innovazione Digitale Ambiente del Politecnico, spiega le quattro linee guida del progetto:
«innanzitutto l’attività di ricerca, che si concentrerà sulla digestione anaerobica di Biomasse per la produzione di Biogas, sullo sviluppo di sistemi di telecontrollo e monitoraggio, sui processi per la rimozione dell’azoto dl digestato in eccesso e sulla purificazione del biogas per utilizzi nell’autotrazione e in altre applicazioni». Il progetto prevede anche una fase dimostrativa «che renda visibili i risultati della ricerca; verranno quindi realizzati due impianti: un digestore anaerobico presso l’Aem di Cremona e un gassificatore presso la Scs a Castelleone. Dalle prove di laboratorio si passerà alla dimostrazione a piena scala e allo stesso tempo, attraverso la vendita dell’energia prodotta, verranno finanziate le attività della Fabbrica»
Sono quindi previste attività di servizio, che riguarderanno soprattutto «le analisi di laboratorio, l’ottimizzazione del processo e il telecontrollo su impianti già esistenti, l’analisi di fattibilità tecnico-economica, il testing di nuove tecnologie, la ricerca di finanziamenti».
L’Osservatorio infine, costituito da un gruppo di esperti «svolgerà un’azione di diffusione, informazione e formazione circa i risultati raggiunti; dall'Osservatorio partiranno le attività di formazione, con corsi e master».
Il prof. Insabato ha confermato che il progetto porterà vantaggi a tutti i soggetti coinvolti: innanzitutto gli agricoltori, che saranno i principali destinatari delle informazioni e del supporto tecnologico; le municipalizzate, che amplieranno le proprie attività e otterranno un miglioramente ambientale grazie alla riduzione delle emissioni tradizionali e a un aumento di quelle da fonti rinnovabili; i cittadini di Cremona, che vedranno diminuire il costo dell'energia e un miglioramento ambientale per proprio territorio; le aziende, che possono integrare la fornitura di tecnologie e la gestione delle materie rinnovabili per la produzione di energia.